martedì 1 luglio 2008

* Circeo - Homo Sapiens

Una primavera che ha visto aumentare, come oramai ogni anno, le scuole che hanno visitato la Mostra Permanente Homo Sapiens di San Felice Circeo. Oltre tremila visitatori hanno seguito gli approfondimenti sulla preistoria, grazie alle lezioni di Michelangelo, Cinzia e Sara.
Il laboratorio di Archeologia sperimentale condotto da Michelangelo ha permesso agli allievi di poter toccare, descrivere e disegnare strumenti litici vecchi di migliaia d’anni. Un’esperienza unica che potrebbe accendere in alcuni di loro l’amore per l’archeologia.
L’ importante collaborazione di Gianfranco ha permesso di coordinare le scuole in visita nei vari siti del Circeo.
Vorremmo anche ringraziare il Corpo dei Vigili Urbani di San Felice che sono riusciti a far girare e sostare nell’affollata Piazza San Francesco i mezzi che portavano i visitatori.
Il calendario estivo dell’apertura al pubblico è stato per questo 2008 ampliato.
Oltre il consueto 9 luglio - 9 Settembre tutti i giorni dalle 18 alle 20,30 esclusi lunedì e martedì, saremo aperti con lo stesso orario per i fine settimana del 5 e 6 Luglio, 13 e 14 Settembre, 20 e 21 Settembre, 27 e 28 Settembre. Un ulteriore sforzo di questa Fondazione per venire incontro alle richieste dei turisti e degli operatori economici del Centro Storico.

* Provincia-convoca ARSIAL

Il presidente della Commissione provinciale Lavori Pubblici, Danilo Martelli, ha convocato per la seduta del prossimo giovedì 10 luglio, un funzionario dell’Arsial per verificare le richieste di pagamento per l’occupazione senza titolo delle fasce frangivento, che stanno pervenendo in questi giorni ad alcuni cittadini del territorio pontino.
“E’ stato riscontrato – commentano i Consiglieri provinciali Renzo Scalco e Gino Corato – che nelle frazioni di Borgo Podgora e Borgo Sabotino, ad esempio, il pagamento del quantum richiesto dall’Agenzia regionale, è retroattivo al 1992 ed è stabilito in una somma che supera i 1.000 euro, nelle more della definizione della pratica di sanatoria. La somma sarebbe dovuta sia in caso di accoglimento che di diniego della domanda di sanatoria. Si rende necessario pertanto fare un chiarimento su quanto richiesto per fare in modo che non ricada sui cittadini un’altra gabella che potrebbe essere caduta in prescrizione”.

* Sezze-chiusa SP Ninfina

Chiuse “Le Coste”

A causa dei lavori di messa in sicurezza, la SP Ninfina ricadente nel Comune di Sezze, più nota come “Le Coste”, sarà chiusa al traffico nei giorni 3, 4, 7, 8 e 9 luglio, dalle ore 9 alle ore 18.
La chiusura temporanea nei giorni stabiliti si rende necessaria a causa della tipologia di asfalto utilizzata, del tipo “semidrenante”, che richiede un particolare raffreddamento prima che il traffico possa tornare a transitare.
“Il provvedimento si rende necessario – commenta l’Assessore provinciale ai Lavori Pubblici Salvatore De Monaco – per assicurare che la strada sia adeguatamente sistemata. Le opere in atto sono indirizzate alla salvaguardia dell’incolumità dei cittadini: cinque giorni di tolleranza del disagio sono una nullità nei confronti dei benefici che la messa in sicurezza della strada comporterà. Si chiede – pertanto - un sacrificio ai cittadini residenti nella consapevolezza di realizzare un’opera a salvaguardia della vita”.

* Villa delle Sirene

Villa delle Sirene, lavori completati
Domani l’inaugurazione della piazza riqualificata

L’Amministrazione Raimondi porta a termine un importante lavoro per la città. Domani, 2 luglio, alle 12,30 verrà inaugurata Villa delle Sirene che finalmente ritorna alla fruizione pubblica e restituisce al quartiere Porto Salvo una zona utile sotto molti punti di vista.
“È stato un progetto importante iniziato con la richiesta, e l’ottenimento, di un finanziamento della Regione Lazio da parte della precedente amministrazione, grazie anche all’integrazione di fondi comunali, e portato a termine in questi giorni – afferma il Sindaco Raimondi – Questi lavori dimostrano che l’Amministrazione in carica sa aprire i cantieri e li sa anche portare a termine e, allo stesso tempo, testimoniano come la continuità in alcuni settori può portare degli ottimi risultati in determinate zone di Gaeta”.
“Sarà restituita alla città un’area che servirà da parcheggio per le attività commerciali di via Indipendenza e da ristoro per le persone anziane che vogliono trascorrere in compagnia qualche ora della loro giornata – continua il Sindaco - Non dimentichiamo che in Villa delle Sirene si svolge la festa della Madonna di Portosalvo che quest’anno sarà accolta da una piazza nuova, degna dell’importanza di questa ricorrenza molto sentita”.

* Gaeta-Caserma Cosenz

Apertura Cosenz, Di Ciaccio: “Una grande emozione”
“Gaeta può diventare un polo culturale di alto livello”

L’inaugurazione della mostra sul Balletto Russo è stata l’occasione per riaprire l’ex caserma Cosenz che da anni attende di poter diventare un polo di attrazione culturale di primissimo livello. Ne è convinto l’assessore alla Cultura Salvatore Di Ciaccio che, insieme al sindaco Raimondi, altri esponenti della Giunta e del Consiglio comunale e tantissimi cittadini, ha avuto l’onore di entrare nella struttura alle spalle dell’Annunziata.
“È stata una grande emozione entrare all’interno dell’ex Caserma Cosenz in occasione di un evento come la mostra sul Balletto Russo organizzata dall’Armonia Foundation – dichiara Di Ciaccio – L’Amministrazione sta lavorando molto per far diventare questo edificio sede di mostre e di tutte quelle attività che possono contribuire ad innalzare il livello qualitativo dell’offerta culturale rivolta non solo ai turisti, ma anche ai cittadini di Gaeta”.
“Con l’apertura della Cosenz, si andrebbe a completare un quadro delle strutture museali davvero invidiabile: raggruppati nel quartiere medievale della città avremmo, il Centro Storico Culturale, il Museo Diocesano, presso Palazzo De Vio, e la Pinacoteca Giovanni da Gaeta, in via De Lieto – prosegue Di Ciaccio - Si tratta di un percorso di qualità che riscuoterà il successo e l’interesse di quella fetta di turismo che non si limita ad ammirare solo le nostre spiagge, ma aspira a conoscere in profondità altri aspetti del nostro territorio”.
“Il recupero di questi beni, come per gli altri immobili demaniali, è la strada da seguire per lo sviluppo e la diversificazione del flusso turistico di Gaeta – afferma l’Assessore – Siamo in una città che può e che deve sfruttare le sue radici storiche per creare benessere e ricchezza per tutta la popolazione”
“Nella stessa direzione va la delibera sui 150 anni dell’Unità d’Italia – ricorda il Sindaco Raimondi - Ancora oggi più della metà del territorio comunale è demaniale: urge restituire questo patrimonio alla città come ho ricordato al vice presidente della Camera Rocco Buttiglione che ha capito l’esigenza di Gaeta e si farà portavoce del bisogno della città. Bisogna attirare l’attenzione su questo problema a tutti i livelli, dal locale al nazionale, perché Gaeta è sempre stata fedele allo Stato ma questi ancora non ha dimostrato con i fatti la sua riconoscenza nei confronti del luogo in cui avvenne l’Unità d’Italia”

* Riflessione sui "DICO"

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
"Diritti e doveri delle persone stabilmente Conviventi”

Il pensiero di un cristiano per iniziare una riflessione
a più voci nella nostra Diocesi

In questa nostra società, molti si accontentano di essere cristiani di nome con un disimpegno pressoché totale sul piano personale, relazionale e sociale, salvo poi essere attratti a livello locale e mediatico da grandi eventi/raduni che nulla poi incidono sulla testimonianza evangelica.
Noto sovente in noi cristiani l’assenza del messaggio di Cristo sull’amore: “Amatevi l'un l'altro come io vi ho amato”.
Noi cristiani siamo chiamati a vivere la testimonianza a Gesù attraverso una prassi d'amore che si realizza nel condividere la nostra vita con chi è nel bisogno, con i sofferenti, con i poveri, con gli emarginati dalla cultura dominante e con gli esclusi dal tessuto sociale solo perché diversi.
Come Gesù dobbiamo stare con loro.
Da sempre la Chiesa (popolo di Dio) è stata pluralista e nella sua storia il dibattito è stato spesso accalorato a cominciare da Pietro e Paolo con visioni diverse riguardo alla circoncisione o meno dei pagani convertiti . Ciò viene riportato sia negli Atti degli Apostoli che nella Lettera ai Galati.
Il pluralismo, il dibattito e il dissenso sono nel DNA della Chiesa.
Anche oggi nella chiesa il diritto e il dovere di esternare le proprie opinioni in un sereno dibattito sono assicurati sia dalla Costituzione Pastorale del Concilio Vaticano II° “Gaudium et Spes”, che dal Codice di Diritto Canonico (can. 212, par. 3) i quali espressamente prevedono “in modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi (i fedeli) hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l’integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l’utilità comune e la dignità delle persone”.
Il vivere la fede in Gesù, nell’attenzione continua ai segni dei tempi che cambiano ed alla storia che evolve, mi è di stimolo a fare sempre nuove scelte che esigono poi di essere comunicate, confrontate e, se possibile, condivise all’interno della chiesa in dialogo con la società.
E’ questo anche l’affettuoso invito che faccio alla nostra Chiesa diocesana che a volte appare chiusa al suo interno ed alla quale chiedo una concreta apertura all’ascolto, al dialogo, alla comprensione e all’accoglienza anche di quei cristiani che la pensano diversamente e che su alcune problematiche si sentono emarginati.
La mia professione di psicologo-psicoterapeuta mi porta ad incontrarmi continuamente con le persone che soffrono, che si sentono smarrite, sole, abbandonate: sento forte l’esigenza di accompagnarle nel tunnel della complessità della loro vita, di aiutarle a ritrovare il senso della loro esistenza e di aiutarle a vivere nella serenità e nella gioia.
Una domanda è presente continuamente nella mia vita: se Gesù, il Liberatore, è vivo in mezzo a noi, ci libera dalla schiavitù della legge e ci dona la vita nell’amore, come posso realizzare questa Sua presenza nella società d’oggi se non vivendo il ‘diverso’ con la misericordia accogliente di Cristo?
Ed allora io penso che si può essere per la fedeltà nel matrimonio, ma anche per il rispetto della legge civile sul divorzio (legge 898/70) che viene incontro alla disperazione e all’angoscia di tanti coniugi ormai già separati nel loro animo e nella loro vita; si può essere contro l’aborto, ma anche per il rispetto della legge 194/78 che deve aiutare a prevenire l’aborto soprattutto con l’educazione e a vivere la sessualità nella responsabilità; si può essere per la famiglia, ma anche per il rispetto della società civile che è chiamata a regolamentare la nuova realtà dei conviventi attraverso una proposta di Legge sui “diritti e i doveri delle persone stabilmente conviventi”.
In un mio precedente intervento in materia affermavo:
“A partire dai Documenti Pastorali del Concilio Vaticano II e vivendo in modo particolare e anche sofferto il tempo del post-concilio, continuo a sognare una Chiesa, che è già realtà in tante parti del mondo, come nell’America Latina, nell’Asia, ecc., che nella sua missione si sforzi di usare “il potere dei segni, anziché i segni del potere” (come diceva il compianto don Tonino Bello, già vescovo di Molfetta), una Chiesa fatta di vescovi e preti coraggiosi, di fedeli laici impegnati e liberi nel gridare il messaggio evangelico dell’ amore, nella povertà, senza privilegi e senza compromessi con il potere, una Chiesa che sappia riflettere sul mondo e sulla società, una Chiesa capace di ascoltare, senza mai giudicare, senza mai condannare, né escludere o emarginare nessuno, una Chiesa inclusiva, che non usa la pesante scure del giudizio su nessuno, “una chiesa degli esclusi e non dell’esclusione” (Mons. Jacques Gaillot, vescovo di Partenia), una Chiesa capace di accogliere e di amare tutti, proprio tutti, una Chiesa che, pur testimoniando e proponendo i propri valori, non si sogni nemmeno di imporli (Card. Martini in occasione dei suoi 80 anni) ad una società laica che deve essere invece ascoltata e compresa, una Chiesa che sappia rispettare una legislazione civile che determini la tutela dei diritti delle persone conviventi etero ed omosessuali, una Chiesa capace di fare una distinzione tra giudizio etico e le Leggi che devono regolare nella società civile la vita delle persone anche nelle loro relazioni, una Chiesa che non usi una morale fatta di divieti e di prescrizioni, una Chiesa che non si dimentichi mai che la morale – come il sabato (la norma) del Vangelo – è al servizio dell’uomo e non, viceversa, l’uomo al servizio della morale”.
Gesù ci chiama ad essere una comunità di fratelli e di sorelle impegnata a vivere l'alternativa, cioè impegnata a dimostrare al mondo con la propria vita che possono essere possibili altre modalità di organizzazione, altre modalità di relazione e che la logica dell’egoismo può essere superata con nuove forme di fraternità, di condivisione e di solidarietà.
Gesù chiede a noi cristiani di realizzare una comunità dove i legami di solidarietà, d’affetto e di rispetto facciano del gruppo umano una grande famiglia.
Gesù chiede a noi cristiani di realizzare una comunità dove i semplici, i piccoli, gli emarginati occupino un posto d'importanza e siano i gestori di un nuovo modo di organizzare le relazioni umane.
Come cristiano vivo con molta sofferenza e sconforto l’intransigenza di gran parte della gerarchia ecclesiastica italiana che pare abbia smarrito la bussola della “solidarietà evangelica” con le persone del nostro tempo nel rispetto profondo delle loro idee, delle loro libertà e delle loro diversità, facendosi compagni di esistenza “degli esclusi e degli emarginati e di quanti portano nella loro pelle le stigmate della condanna religiosa e sociale”.
La Costituzione Pastorale del Concilio Vaticano II° “Gaudium et Spes”, nel paragrafo 17, sostiene che “… l’uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà…La vera libertà … è nell’uomo un segno altissimo dell’immagine divina … Perciò la dignità dell’uomo richiede che egli agisca secondo scelte consapevoli e libere, mosso cioè e indotto da convinzioni personali, e non per un cieco impulso interno o per mera coazione esterna”.
La Chiesa può e “deve farsi comprendere ascoltando innanzitutto la gente, le loro necessità, i loro problemi, le loro sofferenze, lasciando che rimbalzino nel cuore e poi risuonino in ciò che diciamo, così che le nostre parole non cadano come dall’alto, da una teoria, ma siano prese da quello che la gente sente e vive, la verità dell’esperienza, e portino la luce del Vangelo” (Card. C.M. Martini).
La democrazia si esprime nel libero confronto tra posizioni diverse, ed in Italia tante sono le persone, - cardinali, vescovi, teologi, personalità politiche, sociali, studiosi-storici, professori - cristianamente impegnate e pienamente inserite nella comunità ecclesiale e semplici cittadini, che si esprimono favorevolmente circa la regolamentazione dei “diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi”, perché rispondono ai bisogni e alle necessità di persone concrete che hanno diritto di sentirsi amati e cercati nelle loro situazioni reali.
La sola istituzione di un registro comunale è poca cosa di fronte alla tanta sofferenza umana che incontro nell’esercizio della mia professione.
Ed è per questo che mi auguro che, come è accaduto in passato per grandi questioni che riguardano la società civile nel suo insieme (divorzio, concessioni emittenze TV, nucleare, legge 194, etcc…), anche oggi ci siano le condizioni perché non si perda la speranza che la sensibilità delle persone possa condurre, in un ragionevole tempo, a poter parlare serenamente di “diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi” senza che vi siano infondate paure, ingiustificate contrapposizioni, non reali sovrapposizioni con la famiglia vissuta gioiosamente sia in modo civile che in modo religioso.
Salvatore Gentile

lunedì 30 giugno 2008

* Gaeta-Giochi del Mare

GIOCHI DEL MARE, TEMPO DI BILANCI

Quasi 800 atleti, provenienti da 21 Paesi del mondo per cimentarsi in 18 discipline sportive. Basterebbero questi pochi numeri a decretare il successo dell’edizione 2008 dei Giochi del Mare che si sono chiusi domenica sera a Gaeta con il concerto di Francesco Baccini al Molo Santa Maria e che si sono disputati anche tra Formia e Ventotene.
Ma c’è dell’altro: nei dieci giorni della grande manifestazione acquatica si sono assegnate due Coppe del Mondo (Foto sub e Video Sub), un titolo tricolore (Video Sub), l’International Trophy, il Mediterranean Trophy e la Coppa Bayer Allievi di Badminton e due trofei “Giochi del Mare” (Beach volley e Beach rugby) e Simone Arrigoni ha ritoccato il suo limite nell’apnea dinamica trainato da propulsore. Nel calendario, inoltre, la seconda prova della Coppa Italia di Nuoto pinnato, la riedizione della traversata Gaeta – Formia di nuoto in acque libere, uno stage internazionale di Vela, il 10° Trofeo dei Due Mari di Vela classe Optimist, le finali dei Giochi Sportivi Studenteschi di Beach Badminton, esibizioni di Windsurf, Kite Surf, Catamarano, Canoa, Tiro a Volo, Sollevamento Pesi, tre traversate del Golfo in Swimtrekking ed un interessante convegno sul rapporto tra evento sportivo e ricadute sul territorio. Accoglienza calorosa e festosa per le Nazionali Italiane di Tiro a Volo, con il campione del Mondo Francesco D’Aniello, e di Sollevamento Pesi, con la campionessa d’Europa Genny Pagliaro, e per l’ex Azzurro del Volley due volte campione del Mondo Andrea Lucchetta.
Oltre 60 mila gli spettatori che hanno assistito a gare ed esibizioni, un migliaio gli accrediti rilasciati dall’organizzazione ad atleti, accompagnatori, ospiti, autorità, sponsor, giornalisti. Quasi due ore di diretta per la finale di Beach Volley su Sportitalia (telecronaca di Marco Terrenato, commento tecnico di Giorgio Pallotta) e tre per le telecronache differite delle semifinali, oltre a un paio di servizi quotidiani realizzati dall’inviata Stefania Zani.
Quasi quaranta collegamenti telefonici, invece, per Radio Radio con la verve frizzante di Serena Bagozzi, per raccontare quello che accadeva in presa diretta dai campi di gara ed intervistare a caldo i protagonisti delle imprese sportive. Quasi 1500 gli scatti del fotografo ufficiale della manifestazione, Carlo Giuliani, esclusi quelli finiti sul suo sito internet e che riprendono i rari momenti di relax di una parte dello staff, e oltre 24 ore di filmati realizzati dalle due troupe di Most guidate da Giovanni Li Calzi.
L’Ufficio stampa ha prodotto una cinquantina di comunicati stampa e diffuso altrettante fotografie, diversificando il taglio per la stampa e le radio tv locali, le agenzie, i giornali e le radio-tv nazionali. All’organizzazione ed allo svolgimento dell’evento promosso dalla Federazione italiana Badminton, ha provveduto un Comitato presieduto da Gianfranco Briani, che ha coordinato uno staff di quasi 200 addetti.
Travolgente, ironico ed autoironico come sempre. Francesco Baccini ha trascinato anche il pubblico accorso al Molo Santa Maria di Gaeta per assistere al concerto del cantautore genovese che ha fatto scendere il sipario sull’edizione 2008 dei Giochi del Mare.
Oltre cinquemila spettatori, sindaco Raimondi in testa, ad applaudire lui e i due musicisti che l’anno accompagnato. Il repertorio propone i successi del 48enne musicista, che non si risparmia e coinvolge la gente nei cori, facendosi accompagnare con il battito delle mani.
Jeans e camicia, occhiali che fanno tanto professore, sorriso sincero, occhi furbetti: un look casual che lo rende personaggio vicino al suo pubblico, disponibile, simpatico, mai sopra le righe, ma piuttosto sempre attento alla verità.
Francesco Baccini canta i pezzi contenuti nell’ultima produzione intitolata “Dalla parte di Caino” in cui traspare tutta la vena ironica di un artista che dice sempre quello che pensa e non si lascia travolgere dal vento dell’ipocrisia.
Ma come si sta dalla parte di Caino? Baccini lo spiega tra una canzone e l’altra dell’album, parlando con la gente come se fosse seduto al tavolino di un bar davanti ad una bella birra fresca, che ci starebbe pure molto bene visto il caldo umido che caratterizza la serata.
«Nei panni di Caino ci sono sempre stato: in fondo tutti siamo un po’ “caini”, altrimenti vivremmo in pace come in un Paradiso terreste. Il titolo dell’album, infatti, è provocatorio. Noi siamo umani e possiamo sbagliare, anche in buona fede. Francamente di Abele nella vita non ne ho mai visti. Anzi, quelli che si spacciano per Abele sono generalmente i peggiori di tutti». E’ un continuo richiamo a tenere i piedi per terra, a non lasciarsi illudere, a reagire alle fregature.
Nel nuovo lavoro anche la celebre “Monna Lisa” del compianto Ivan Graziani: Baccini ha voluto dedicare un omaggio a quello che considera il primo vero “rocker” italiano perché – spiega - «in questo Paese raramente quando muori ti intitolano le strade: Ivan è morto dieci anni fa e difficilmente si sente parlare di lui. È uno di quelli di cui è sparito anche il ricordo».
Baccini suona, canta, parla, ammicca, si disseta, si allontana e poi ritorna, lancia magliette al pubblico, si diverte al piano elettrico. Un autentico mattatore della scena, che non si risparmia e torna volentieri per ben due volte sul palco, richiamato prima dal Sindaco di Gaeta Antonio Raimondi e dalla bella e brava conduttrice Serena Bagozzi e dopo dal pubblico che ben oltre la mezzanotte non voleva proprio saperne di tornare a casa.
Una festa completa, un tripudio di allegria ed emozioni per chiudere in maniera appropriata l’evento che celebra il mare, le sue bellezze e la capacità dell’uomo di farsi tutt’uno con l’elemento essenziale per la vita di ogni organismo.

* Sabaudia-Tullia Socin

Tullia Socin, Ragazza in rosso
Dal 19 luglio al 16 agosto 2008
MUSEO «EMILIO GRECO» - SABAUDIA

Sarà inaugurata il 19 luglio e resterà aperta al pubblico fino al 16 agosto, presso gli eleganti locali del museo “Emilio Greco” di Sabaudia, l’Antologica di Tullia Socin, inserita nell’ambito dei Grandi Eventi (“Le dune abbracciano le Dolomiti”) promossi dalla presidenza del Consiglio comunale, con il patrocinio della Provincia di Latina e l’apporto dell’Assessorato al Turismo del Comune di Sabaudia.
A Tullia Socin, pittrice di Bolzano, protagonista di un percorso artistico iniziato negli anni Trenta e conclusosi, con la sua morte, negli anni Novanta, è dedicata dunque la mostra dal titolo Ragazza in rosso che prende spunto dall’omonimo dipinto realizzato nel 1935.
Il catalogo della mostra è curato da Gabriele Simongini.
E, in occasione dell’happening artistico, la città delle dune sarà il palcoscenico ideale di un altro evento di rilievo: lo scambio culturale fra Sabaudia ed El Vendrell (Tarragona): gli allievi della scuola di musica Pablo Casals di El Vendrell saranno protagonisti di un concerto per archi. Un appuntamento davvero da non perdere.
Anticipazioni sulla mostra:
Quaranta quadri che, a partire da “La sorellina”- olio su tela eseguito nel 1929 - per concludersi con “Determinazione combinata” (l’ultimo autoritratto) del 1970, ci dicono quanto ricco sia stato e resti il percorso creativo di Tullia Socin; come sia stata ferrea e ferma la sua determinazione a coltivare il suo sogno artistico, senza mai soggiacere alle mode del tempo ma cercando, attraverso lo studio; la frequentazione di grandi Maestri, a partire da Virgilio Guidi; l’assidua partecipazione espositiva e la voglia di misurarsi con le principali realtà culturali europee, di armonizzare coscienza formale e un senso d’umanità profonda e di verità vitale. Una sorta di impegno etico che, come sottolinea Gabriele Simongini, caratterizzerà l’intero percorso artistico della Socin che, lasciata Venezia, si trasferisce a Parigi. Nella capitale francese dipinge ed espone “Ragazza che legge”, un altro dei quadri esposti al useo Greco. A colpirla, nel suo intenso soggiorno parigino è probabilmente l’inquieto neoclassicismo di Andrè Derain, parallelo a quello dei maestri italiani del novecentismo. Due anni dopo è a Roma e frequenta lo studio di Giulio Bargellini che la avvicina alla tecnica dell’affresco mentre con il trentino Gino Pancheri condivide l’idea di un sicuro realismo. Sono di quel periodo “la Bagnante” e “Lo Scolaro”. Intensa, fra il 1930 ed il 1942, la sua attività espositiva ed ampi i riconoscimenti di critici e colleghi quali Gino Severini, Carlo Carrà, Felice Casorati, Renato Guttuso. Nel 1944 sposa lo scultore spezzino Enrico Carmassi che aveva conosciuto nel 1933. Il marito la coinvolge nella realizzazione a quattro mani delle sue sculture e dei suoi bassorilievi in ceramica. Quattordici di queste opere sono un valore aggiunto alla grande Antologica di Sabaudia. Con la catastrofe bellica cambia la visione del mondo di un’artista sensibile come Tullia Socin. Si misura con il neocubismo europeo, sfuggendo però a qualsiasi schematismo grafico e dando libero sfogo a nuove accensioni cromatiche. Ecco nascere quadri in cui il contrappunto quasi musicale dei piani colorati ha la meglio sull’evidenza plastica e volumetrica, annota Gabriele Simongini. Appartengono a questa fase artistica “Testa di donna” (1947); “Case sotto il sole” (1950); “Altalena” (1952); “Uomo alla finestra”.
Nella pittura della Socin materia e colore diventano tutt’uno, dando immagine ad una simbiosi armonica tra il microcosmo interiore dell’artista ed il macrocosmo naturale. Dalla concezione contemplativa degli anni Trenta Tullia Socin è ormai approdata alla libertà assoluta dell’azione pittorica, nelle profondità di una natura in perenne divenire.







* Prezzi-vendita diretta ...

SPESA “A CHILOMETRO ZERO”
PER TAGLIARE COSTI DI INTERMEDIAZIONE
E CARO-GASOLIO

L'esperienza fatta finora in diverse realtà territoriali italiane dimostra che l'apertura dei “mercati degli agricoltori” favorisce un contenimento dei prezzi dei prodotti al consumo per effetto della riduzione delle intermediazioni, del maggior consumo di prodotti locali che non bruciano petrolio per lunghi trasporti e, comunque, a causa di una piu' generale funzione calmieratrice del mercato nell'area in cui si attivano. E' quanto ha affermato Massimo Gargano, alto dirigente della Coldiretti Nazionale e Presidente della Coldiretti Lazio intervenuto all'incontro “I mercati dei produttori agricoli locali: un'occasione per riscoprire i territori e le identità" organizzato dall'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) all'indomani dell'allarme lanciato dal presidente dell'Antitrust Antonio Catricala' sull'esistenza di odiosi cartelli nella struttura della filiera distributiva agro-alimentare che, in alcuni casi, arriva a pesare fino al 200-300% sui rincari dei prezzi al consumo. L’Antitrust ha segnalato , infatti, per es. che i prezzi al consumo attualmente praticati dalla grande distribuzione nel comparto ortofrutticolo “non sono inferiori a quelli praticati dalle altre tipologie di vendita e, in particolare, risultano sensibilmente superiori a quelli praticati dai mercati rionali e dagli ambulanti”.
I mercati degli agricoltori forniscono una risposta al numero crescente di consumatori che vogliono conciliare il risparmio economico con quello energetico ed ambientale privilegiando il consumo di prodotti del territorio “a chilometri zero” che non subiscono gli effetti del caro gasolio sui trasporti e non producono le emissioni ad effetto gas-serra, garantendo, peraltro, ai consumatori requisiti di genuinità e freschezza. ”La Coldiretti” afferma Daniela Santori, Presidente Provinciale dell’Organizzazione “ha promosso da tempo questo tipo di filiera corta facendo emanare il D.L. N°228/2001 che è il primitivo riferimento normativo che ha concesso alle aziende agricole di occupare fasi della filiera come la trasformazione, il condizionamento e la commercializzazione senza uscire fuori dagli ambiti agricoli fino ad arrivare al D.M. del Novembre scorso che ha normato gli ambiti per realizzare nei comuni italiani i cosiddetti mercati esclusivi degli agricoltori. L’obiettivo era quello di consentire agli agricoltori di ricavare un giusto margine di guadagno dalle proprie produzioni e per i consumatori di abbattare il caro prezzi dal campo alla tavola con la vendita diretta e senza intermediazioni soprannumerarie nella filiera distributiva dei prodotti agro-alimentari”.
Del resto gli acquisti diretti nelle aziende agricole da parte dei cittadini consumatori sono continuati ad aumentare e nel 2007 si contano in circa 57.000 i frantoi, le cantine, le aziende agricole dove è possibile comperare direttamente dal produttore (con un aumento boom del 48% rispetto al 2001) e con un livello di fatturato di circa 2,5 miliardi di Euro. Sette italiani su dieci nel corso dell’anno hanno fatto almeno una volta acquisti direttamente dal produttore agricolo giudicandoli in maggioranza convenienti con un risparmio atteso del 30% anche se accanto alla ricerca del risparmio è stata sopratutto la qualità e la freschezza dei prodotti acquistati a spingere il trend positivo – Dati del II° Rapporto dell'Osservatorio sulla Vendita Diretta delle Aziende Agricole in Italia, promosso da Coldiretti e da Agri2000.
“Stiamo stimolando in ogni modo le aziende agricole a misurarsi imprenditorialmente con la vendita diretta attraverso le più disparate forme, dal punto vendita singolo aziendale al punto vendita in città magari organizzandosi in forme consorziate, dalla vendita attraverso la rete dei Gruppi di Acquisto Solidali (GAS) a quella nelle diverse forme di mercato itineranti o in forma stabile, compresi i farmer’s markets” continua la Santori “pertanto sosteniamo e salutiamo con grande favore qualsiasi iniziativa concreta che si sviluppa sul territorio. Essa può servire da testimonianza coraggiosa e da stimolo per gli altri imprenditori agricoli provinciali. Di fronte ai tempi difficilissimi che stiamo vivendo come mondo agricolo una delle vie possibili per assicurare un futuro alla nostra agricoltura passa necessariamente attraverso un processo di snellimento e di accorciamento della filiera distributiva a tutela degli interessi degli agricoltori e dei cittadini consumatori”.

* Stabilizzazione lavoratori

CASTELLI ROMANI:
FIRMATO L'ACCORDO TRA LA REGIONE LAZIO E I COMUNI A TUTELA DEI LAVORATORI DEL CONSORZIO BIBLIOTECARIO. 350.000 EURO PER STABILIZZARE I CONSORZISTI.
Il Consorzio Bibliotecario dei Castelli Romani tira il fiato. E' stato firmato lo scorso 28 giugno, alla Regione Lazio, davanti ai rappresentanti dei Comuni Castellani, l'impegno da parte della Giunta Marrazzo a sostenere i lavoratori del Consorzio (SBCR), in accordo con le Organizzazioni sindacali.L'accordo arriva dopo una serie di campanelli d'allarme e di mobilitazioni da parte di 15 lavoratori consorzisti che, iniziato un 'cantiere scuola' finalizzato all'occupazione, si sarebbero visti 'per strada' e senza garanzie a partire dal 1° luglio. 350.000 euro per 3 anni era la richiesta del Consorzio e dei Comuni che è stata avallata dagli assessori regionali. Da parte dei Comuni c'è stato, invece l'impegno a riservare, in fase di attuazione del piano occupazionale triennale, una quota di occupazione per l'attività del Consorzio, in modo tale che il quadro complessivo della spesa corrente relativa al personale si mantenga all'interno dei parametri previsti dalle norme vigenti.Inoltre, i Comuni si impegnano al termine del sostegno finanziario regionale a coprire, a norma di Statuto, le quote di finanziamento necessarie a sostenere le attività del Consorzi ."Le procedure di stabilizzazione" afferma Emiliano Cappella, Segretario FP-CGIL Castelli, "consistono nella assunzione da parte del consorzio dal 1 luglio 2008 al 31 dicembre 2008 con contratto di lavoro a tempo determinato e part-time di 30 ore settimanali; con separato accordo sindacale si procedera entro il 30 giugno 2008 alIa costituzione dei rapporti di lavoro con gli ex cantieristi. Inoltre, la Regione Lazio per il tramite della Provincia di Roma, si impegna ad erogare il bonus per lastabilizzazione dei cantieristi previsto dalla legge 29/96 e con gli assessorati alla cultura e al lavoro, si impegna, in fase diassestamento al bilancio ad istituire un fondo pari ad un milione di euro finalizzato alla stabilizzazione del personale precario oggi occupato nell'ambito del sistema bibliotecario regionale".
I Comuni partecipanti al Consorzio si impegnano nei prossimi sei mesi a definire con le Organizzazioni sindacali il percorso di definitiva stabilizzazione ed il relativo piano d'impresa, dichiarandosi disponibili ad utilizzare il turn over degli enti locali per lastabilizzazione dei suddetti lavoratori e prevedere in bilancio le risorse necessarie a copertura. I Comuni coinvolti nell'operazione sono: Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Ciampino, Colonna, Frascati, Genzano, Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Nemi, Montecompatri, Monte Porzio Catone, Rocca di Papa.