domenica 27 gennaio 2008

* "Tumori a tavola"

Tumori: 30 su 100
nascono a tavola
Dieta mediterranea ok
ma attenti alla cronobiologia
Trenta forme tumorali su 100 “nascono” a tavola, ovvero hanno tra le principali cause proprio una cattiva alimentazione.
Dieta sana spesso significa dieta mediterranea, con un occhio alla cronobiologia: la mattina si ha bisogno di più zuccheri, a pranzo vanno bene carboidrati e cibi moderatamente grassi, a cena evitare i carboidrati. E, in generale: pochi cibi grassi e insaccati, pochi grassi animali e carne rossa, molta frutta, verdura, cereali e pesce.

* Provincia di Latina

“L’assessora Rodano…insiste”
“Attrattori Culturali”… virtuali


Nel corso degli anni 2006 e 2007 l’assessore regionale alla cultura, Giulia Rodano, ha predisposto e sottoscritto insieme al Ministro ai Beni Culturali due APQ (Accordi di Programma Quadro) per oltre 80 milioni d’euro, in derisione delle più elementari regole delle procedure di programmazione negoziale con le province e con gli enti locali e territoriali, stabilite da precise disposizioni del CIPE.
Gran parte questi finanziamenti sono stati assegnati per opere e progetti cosiddetti “funzionali e connessi agli Attrattori Culturali”, individuati in asceta solitudine dalla Rodano.
Sta di fatto che gli “Attrattori Culturali” di cui parla l’assessore regionale, a tutt’oggi, non trovano alcun fondamento normativo e regolamentare a livello regionale.
Praticamente, benché finanziati, gli “Attrattori” non esistono formalmente. Infatti, al di là di un semplice articolo inserito nelle legge finanziaria regionale del 2006, non esiste allo stato attuale nessuna disciplina normativa e nessuno strumento di regolazione che definiscono la delimitazione delle aree e le modalità di accesso ai finanziamenti.
Qualcuno a livello regionale dovrebbe in modo definitivo spiegare all’assessore, che gli “Attrattori Culturali” sono “equiparati” ai progetti di programmazione di “Area Vasta”.
Questi devono essere ben definiti territorialmente e rispondenti a precisi criteri e parametri economici e socioculturali, le cui competenze di coordinamento sono principalmente assegnate alle province dal Titolo V° della Costituzione Repubblicana.
Allo stato attuale gli “Attrattori Culturali“ di cui si bea l’assessora Rodano, non sono altro che semplici elenchi della spesa, da allungare o accorciare secondo le convenienze politiche del momento.
In tal senso i finanziamenti assegnati a Formia e Gaeta, nell’ambito dell’Attrattore di Fossanova (sic!), sono esempi concreti ed eclatanti del nostro ragionamento politico.
Ma oltre alle procedure ed ai metodi, inaccettabili, questo criterio politico di governare della sinistra sta creando notevole confusione e gravi sovrapposizioni, rispetto ad altri progetti e strumenti di programmazione territoriale già definiti e approvati a livello locale dalla stessa Regione Lazio nei settori: dei Beni culturali e ambientali (vedi per esempio le Aree di Programmazione Integrata (L.R40/99, le Aree FAS, i Sistemi Locali definiti dall’ex Obiettivo 2, la L.R. 29/97 sui Parchi e le riserve naturali del Lazio, la legge regionale 1/2001 per la valorizzazione del litorale).
Se a tutto questo aggiungiamo i nuovi Sistemi Turistici Locali, che dovranno essere individuati a breve, in virtù della nuova legge regionale sul turismo, gli amministratori degli enti pubblici territoriali del Lazio rischiano davvero di cadere nella confusione più totale.
Questi, dunque, i risultati di un governo regionale disarticolato, confuso e accentratore, che vuole gestire da Roma i territori locali senza confronto e conoscenza dei problemi reali.
E’ questa la prova incontrovertibile che alla Regione Lazio i concetti del decentramento, della Programmazione territoriale e finanziaria rappresentano solo slogan vuoti e propagandistici.
Infine, dobbiamo rilevare ancora una volta, per completezza d’informazione, che le dichiarazioni vanagloriose rese alla stampa in questi ultimi giorni dalla Rodano, riguardo alle avvenute concertazioni con gli Enti Locali sui Beni culturali e sugli Attrattori Culturali, non trovano alcun riscontro documentale nelle carte ufficiali e quindi sono completamente prive di ogni serietà e credibilità politica e amministrativa.
Everardo Longarini portavoce di Armando Cusani (nella foto) Presidente della Provincia di Latina.

* Nuova era geologica

Nuova era geologica “dell’Uomo”
Studiosi britannici suggeriscono nome: “Antropocene”

L'uomo ha modificato così profondamente il Pianeta da essersi meritato un'era geologica dedicata, affermano alcuni ricercatori britannici.
In un articolo pubblicato dalla rivista Gsa gli studiosi chiedono alla commissione internazionale di Stratigrafia di dichiarare l'epoca moderna “Antropocene”.
Secondo le convenzioni internazionali ci troviamo nell'era geologica Holocene, iniziata 10 mila anni fa. Secondo i ricercatori però le modifiche apportate dall'uomo rendono necessario un nuovo nome.

* Gaeta: comune "assente"

Dura nota del capogruppo
di Forza Italia

Nel comitato portuale del 24 gennaio 2008 si sono poste le basi per lo sviluppo di un progetto importantissimo relativo alle aree da mettere a disposizione dell’imprenditoria finalizzata allo sviluppo del porto di Gaeta: la strada tracciata è significativamente legata all’agroalimentare, proprio come nelle idee che hanno portato l’Amministrazione Magliozzi ad entrare nel network. Massimo Magliozzi (nella foto), però, fa rilevare che il piano proposto è stato votato senza che il comune di Gaeta venisse interpellato: fatto tanto grave che ha scatenato la contrarietà di voto del forzista. Magliozzi vuole ribadire che il suo voto contrario si lega all’iter seguito dal presidente Ciani e non ai contenuti dell’atto stesso: “è l’ennesima volta che l’Autority di Civitavecchia decide il destino di Gaeta senza interpellare la cittadinanza né tantomeno l’amministrazione comunale”.
Il consigliere comunale Magliozzi passa poi ad accennare alla questione che in questi giorni è stata, ed è, al centro dell’attenzione: “anche per il caso Off-shore, ancora una volta, – afferma il forzista – l’autorevolezza da parte del sindaco e della sua giunta è stata pressoché inesistente, proprio come in questi ultimi 7 mesi! Ancora una volta si è dovuto far ricorso al Prefetto! Ma lo stesso Prefetto risulta incomprensibile in quanto le sue parole non danno risposte né all’azienda, né al comitato cittadino. Come sempre Gaeta rimane in balia del caos e dell’approssimazione. Le certezze per gli imprenditori sono inesistenti, ma oggi c’è un dato di fatto che preoccupa, basta scendere in piazza per ottenere qualcosa dall’amministrazione comunale! Il Sistema Raimondi si mostra negativo tanto che i cittadini fanno quello che vogliono, siamo in anarchia assoluta. Emblematica è la sospensiva della concessione emessa dal TAR… questo denota, ancora una volta, l’incapacità dell’amministrazione Raimondi e dell’Autority nella gestione del problema solamente a danno dell’imprenditore”.
Massimo Magliozzi si preoccupa anche per i futuri scenari che potrebbero aprirsi per Gaeta: le questioni di ordine pubblico e d’ambito sociale, dopo l’esperienza dell’Off-shore, si moltiplicheranno, l’emulazione di tali gesta porterà ad avere una città sotto assedio. Basterà pensare alla Panapesca che sta vivendo una situazione simile al cantiere navale: sono state già rimosse in azienda le figure di coordinamento delle linee produttive, sintomo emblematico di recessione ed avvio chiusura dello stabilimento! Tutto questo perché la Panapesca non ha ottenuto dal Comune di Gaeta, né tantomeno dall’Autority risposte concrete… ancora una volta viene lamentata l’assenza del sindaco e della sua giunta!
L’invito che viene da Massimo Magliozzi per il sindaco Raimondi è quello di “sfruttare l’intelligenza per emulare Prodi, visto le medesime idee politiche, per liberare la città di Gaeta dal suo operato negativo, per limitare le future malefatte”.
Magliozzi fa notare anche un atteggiamento del sindaco Raimondi: all’inaugurazione dei nuovi reparti a Gaeta era presente solo Raimondi, all’apertura dei reparti a Formia erano presenti entrambi i primi cittadini delle città confinanti! Questo esempio ci mostra quale è il pensiero di Bartolomeo sul trasferimento dei reparti a Gaeta e il ruolo succube di Raimondi nei confronti della politica di Bartolomeo! Tutto ciò è semplicemente vergognoso”.
Il consigliere Magliozzi chiosa il proprio intervento auspicandosi che qualora non avvenissero i già auspicati trasferimenti dei reparti ospedalieri a Gaeta il primo cittadino e lo stesso Magliozzi scenderanno in piazza a manifestare… peccato che sono in pochi a credere a questa leggenda.
Capogruppo consiliare FI Massimo Magliozzi

sabato 26 gennaio 2008

* CCIAA FORMIA

CONTRO LA CHIUSURA

Nella mattinata di ieri l’Assessore alle Attività produttive, Silvio D’Arco (nella foto), ha inviato una missiva al Commissario della CCIAA di Latina, Fabrizio Autieri e per conoscenza all’Assessore regionale alle Pmi, commercio e artigianato, Francesco De Angelis, affinchè sia scongiurata la chiusura della sede decentrata della Camera di Commercio di Formia.
Di seguito si riporta il testo integrale della lettera inoltrata dall’Assessore D’Arco.
“Preg.mo Commissario,
registro in questi giorni numerose prese di posizioni pubbliche e forti preoccupazioni provenienti dalle Istituzioni locali e dal mondo imprenditoriale e produttivo del sud-pontino, circa la ventilata ipotesi di chiusura della sede decentrata della Camera di Commercio di Formia.
La sede decentrata della CCIAA di Formia rappresenta ormai un punto di riferimento importante e consolidato nel territorio, per lo svolgimento di notevoli e qualificati servizi di supporto e assistenza al sistema produttivo locale delle imprese singole e associate.
Posto quanto sopra e considerato inoltre che il Consiglio Regionale del Lazio, su iniziativa dei consiglieri regionali eletti in provincia di Latina, ha recentemente approvato una mozione consiliare con la quale si esprime parere contrario alla chiusura della sede di Formia, Le chiedo di voler soprassedere ad ogni eventuale decisone in merito.
Nello stesso tempo mi dichiaro a sua completa disposizione per analizzare le problematiche esistenti e ricercare, unitamente alla Provincia di Latina ed alla Regione Lazio, le soluzioni opportune e necessarie per scongiurare definitivamente la ventilata chiusura della sede di Formia e dei servizi essenziali attualmente offerti alle imprese operanti nell’intera area del sud-pontino.
Certo di trovare in Lei la necessaria attenzione e sensibilità, resto nell’attesa di un cortese e positivo riscontro”.

* GIORNALISTI "LIBERI"

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

A Venezia, Hitler, al primo incontro con Mussolini, si presentò vestito con un impermeabile sgualcito. Il duce e i suoi ministri erano in divisa, fez, stivali, fasci littori e bandiere. Mancavano solo gli schiavi africani con le trombe vestiti di pelle di leone. Da allora Hitler decise di copiare tutto dal fascismo. Tranne una cosa: l’albo professionale dei giornalisti. Non aveva abbastanza pelo sullo stomaco. Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L’albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell’epoca. Nel 1963 l’albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazione con dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 è scritto che: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d'informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede. Einaudi scrisse: “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti” Berlinguer aggiunse: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni". L’informazione è libera e l’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge. I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il loro unico punto di riferimento è il lettore. Il 25 aprile si firmerà per un referendum in tre punti per una libera informazione in un libero Stato. Il primo punto sarà l’abrogazione della legge 66/1963, perchè l’accesso alla professione di giornalista e il suo esercizio siano liberi da vincoli burocratici e corporativi di sorta.
Beppe Grillo

* Presentazione libro

Associazione Turistica PRO LOCO
Santi Cosma e Damiano
Ancora cultura per la Pro Loco di Santi Cosma e Damiano che, nonostante gli attacchi di questi ultimi tempi, continua imperterrita nello svolgimento del proprio programma e della propria attività che appare diventare sempre più intensa e sempre più elevata. Questa volta a calcare il palcoscenico dell’Auditorium Medaglia d’Oro di Santi Cosma e Damiano, nella ridente collina del Centro Storico del paese, sarà il Prof. Mario Pelagalli, con il suo libro “Tutto è previsto tranne l’imprevisto”, che consiste in una serie di racconti, per lo più autobiografici volti a raccontare simpaticamente gli anno della fanciullezza dell’autore vissuti nel triste periodo bellico. L’appuntamento è per domenica prossima 27 gennaio 2007, alle ore 17,00 con la manifestazione che si svolgerà alla presenza delle massime autorità locali quali il Sindaco Dott. Vincenzo Di Siena, il Vice Sindaco e Assessore alla Promozione Culturale, nonché ex Presidente della Pro Loco, Vincenzo Petruccelli, l’Assessore Provinciale Franco Taddeo e il Presidente che attualmente ricopre le funzioni di guida della Pro Loco Cilio Casale. A parlare del libro saranno, invece, il Prof. Michele Graziosetto e l’Ins. Dott. Carlo Biagio Massimo! Mario Pelagalli è originario di Santi Cosma e Damiano, dove dopo essere vissuto molti anni fuori, si è ritirato nella frazione di Ventosa per trascorrere la sua pensione di insegnante, mestiere o, come ama dire, missione che lo ha accompagnato per tutta la sua vita lavorativa. E’ stato già autore di un libro di storia romana ed ora si è cimentato in questa raccolta di racconti pubblicata dalla casa editrice Firenze sotto lo pseudonimo di Manlio Lapelliga, che lo scrittore ha voluto adottare per passare in sordina, come è tipico del suo carattere semplice e modesto. Ha già pronta un’altra raccolta di racconti che può essere considerata la continuazione ideale di questo libro che domenica sarà portato a conoscenza di tutti coloro che sono interessati, grazie alla Pro Loco di Santi Cosma e Damiano ed al suo impegno continuo nel propagandare ed affrontare temi ed avvenimenti di carattere culturale.
Al temine della presentazione del libro vi sarà anche la consegna degli attestati di ringraziamento a tutti coloro che hanno partecipato nella qualità di espositori alla Mostra dei Presepi recentemente conclusasi nella sua settima edizione riscuotendo anche quest’anno un successo notevole.

venerdì 25 gennaio 2008

* Parrocchie on line

Internet nuova frontiera
della comunicazione cattolica

Si moltiplicano i siti delle parrocchie
I siti cattolici sono sempre più numerosi in internet, e cresce soprattutto la qualità complessiva della loro presenza in rete. Lo rivela l'ultimo rapporto dell'Eurispes. Sono 11.458 le realtà ecclesiali nel web (+15% da inizio 2006).
In questo vasto panorama sono stati i siti delle parrocchie a farsi maggiormente sentire nel web (+16,6%): attualmente se ne contano 2.787, quasi un quarto del totale. La regione con più presenze è la Lombardia (554).

* Gaeta: Piani Urbanistici

Avitabile:
“I Piani Urbanistici non si sono fermati”

L’Assessore all’Urbanistica Antonella Avitabile fa il punto della situazione sul percorso di approvazione dei piani urbanistici.
“L’Amministrazione Raimondi sta procedendo con l’attuazione dei piani particolareggiati e con i programmi costruttivi di edilizia residenziale pubblica seguendo l’iter definito in fase di approvazione dalle precedenti amministrazioni e nel rispetto delle procedure di legge -afferma l’Assessore Avitabile- Inoltre, l’attuazione dei piani è incentrata sull’azione congiunta tra Amministrazione Comunale e proprietari dei terreni i quali, oltre a vedersi riconosciuti i diritti edificatori e a ricevere un riscontro profittevole dall’attuazione dei piani, hanno dei precisi obblighi da rispettare quali la costituzione in consorzio, la cessione delle aree al Comune per la realizzazione dell’edilizia pubblica e degli standard e la realizzazione delle opere di urbanizzazione”.
“Per quanto riguarda il C2 Muro Torto – continua Avitabile - il lotto di cui la cooperativa lamenta la mancata assegnazione è solo in parte di proprietà comunale. Pertanto, la totale disponibilità dell’area e la cessione della stessa in diritto di superficie alla cooperativa potrà concretizzarsi solo al momento del trasferimento di proprietà dal consorzio al Comune. A tal proposito, questo consorzio sta perfezionando alcuni adempimenti tecnici”.
“Per il C3 Calegna, la previsione di edilizia residenziale pubblica all’interno della sottozona, pari al 30%, è stata definita dalla precedente gestione commissariale – prosegue l’Assessore all’Urbanistica - L’Amministrazione, con le deliberazioni consiliari dello scorso dicembre, prende atto delle pianificazioni già approvate e controdeduce alle osservazioni pervenute a seguito della pubblicazione dei piani, riscontrando l’impossibilità di localizzare la Cooperativa Cappuccini, tra l’altro, per incapienza delle aree. Il Consiglio Comunale ha in ogni caso evidenziato la necessità di reperire ulteriori aree per l’edilizia residenziale pubblica al fine di colmare il soddisfacimento complessivo del 40% e, quindi, dare risposta ai soggetti non ancora localizzati”.
In merito al rilascio dei permessi a costruire alle cooperative nel C2 Ruaniello – dichiara Avitabile sta per concludersi l’istruttoria delle pratiche e che la Giunta, lo scorso 17 dicembre, nell’approvare il relativo progetto definitivo, ha approvato contestualmente il progetto generale delle opere necessarie al completamento dell’urbanizzazione dell’intero comprensorio, stabilendo che i soggetti attuatori dovranno attenersi ad esso in sede di presentazione e richiesta dei permessi a costruire. Il rilascio di questo permesso è quindi subordinato alla sola conclusione del relativo procedimento istruttorio”.
“Sulla richiesta di abolizione dell’articolo 15, che prevede quale condizione necessaria al rilascio dei permessi di costruire la realizzazione dell’ossatura stradale e delle sottoreti, il Consiglio Comunale ha espresso il suo netto dissenso e ha voluto garantire la corretta realizzazione degli insediamenti residenziali ed evitare edificazioni con bassi standard qualitativi. Ogni azione amministrativa è intrapresa nell’interesse dell’intera collettività e non soltanto dei proprietari delle aree o delle cooperative edilizie”.
Sul tema interviene anche il Sindaco di Gaeta Antonio Raimondi. “L’arroganza nella nostra città di fronte agli interessi particolari non ha mai fine: non solo ci sono alcuni consiglieri comunali che continuano a chiedere le dimissioni dei vari assessori, ma adesso questa richiesta proviene anche da persone che non sono state democraticamente elette -dichiara Raimondi- È il Sindaco che sceglie gli assessori e se questi non svolgono bene il loro compito è lo stesso Sindaco, l’unico ad avere questa facoltà, il primo a sostituirlo. Sono soddisfatto dell’operato di tutti gli assessori e, in questo caso, dell’Assessore Avitabile che ha messo a disposizione la sua grande esperienza tecnica. Il risultato che ha ottenuto l’Amministrazione è la mancata spartizione delle cariche tra partiti: c’è una Giunta che sta lavorando per la città e questo è già un grande successo”.

* Dimenticate le Foibe

Foibe
Giornata della Memoria

Per il terzo anno consecutivo ciò che è acclamato come un successo altro non è che la perpetuazione di una vergogna quella, cioè, di aver voluto appositamente dimenticare i caduti italiani alle Foibe.
Alleanza Nazionale è convinta della necessità di non dimenticare quanto di brutto è accaduto nella storia affinché i nostri giovani siano educati e cresciuti condividendo il principio fondamentale del rispetto della dignità e della vita umana.
Ben vengano, pertanto, i viaggi della memoria nei campi di sterminio ma ciò che resta veramente da censurare è il tentativo di voler nascondere quanto di brutto è stato fatto dalle bande titine che furono responsabili di un orribile sterminio di nostri connazionali, trucidati alle foibe solo perché Italiani.
Anche il martirio di tanti nostri connazionali non va dimenticato! Far finta che alle foibe non sia successo nulla è un atto di arroganza gravissimo ancor più perché, dimenticando, il governo cittadino fornisce una visione della storia parziale ed incompleta.
L’obiettivo vero del centro sinistra, infatti, è proprio quello di influenzare la formazione di tanti giovani rifacendosi proprio ai dettami di quella ideologia bieca e oscura che ormai è stata abbandonata da tutti i partiti di sinistra operanti nei paesi democratici.
Dopo oltre 60 anni la sinistra italiana, e quella Formiana in particolare, rimane vergognosamente al palo di un’ideologia ormai superata. Il buon governo di una città dovrebbe cercare di guardare al futuro, dovrebbe investire sui propri giovani e soprattutto nella loro formazione fornendo loro nozioni quanto più oggettive che gli permettano con il tempo di costruirsi una idea o una posizione rispetto agli accadimenti della storia. Non ottemperare a questi obblighi è un atto staliniano vergognoso che fortunatamente avrà termine con quest’anno visto che dal’anno prossimo ci adopereremo affinché i giovani studenti formiani possano guardare al passato con serietà ed oggettività per contribuire alla costruzione di un futuro migliore non solo per Formia ma per l’intero Paese.
Dott. Giacinto D’URSO Portavoce AN Formia
Gianni CARPINELLI Responsabile AN Formia